Troppo spesso le scaffalature vengono considerate semplici arredi, quando invece costituiscono vere e proprie attrezzature di lavoro soggette a normative specifiche e a obblighi precisi in materia di sicurezza. Un danneggiamento non rilevato, un carico posizionato in modo scorretto o la mancanza di documentazione adeguata possono trasformarsi in rischi concreti per i lavoratori e in responsabilità dirette per il datore di lavoro.
Garantire la sicurezza delle scaffalature non significa solo rispettare la legge, ma proteggere le persone che ogni giorno operano nel magazzino. Significa anche tutelare l’azienda da fermi produttivi, sanzioni e incidenti evitabili. In questo articolo scoprirai quali sono gli aspetti fondamentali da tenere sotto controllo, quali documenti devono essere presenti e come gestire correttamente manutenzione e ispezioni delle tue strutture di stoccaggio.
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Quando entri nel tuo magazzino e osservi le strutture che sorreggono tonnellate di merce, ti sei mai chiesto se quelle scaffalature siano semplici arredi o vere e proprie attrezzature soggette a obblighi normativi specifici? La distinzione non è solo teorica, ma ha conseguenze concrete sulla gestione della sicurezza e sulle responsabilità del datore di lavoro.
Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, le scaffalature leggere – come quelle da negozio, da archivio o da piccolo magazzino – sono considerate arredamento e rientrano nel Titolo II del D.Lgs. 81/08. Tutte le altre tipologie, invece, sono classificate come attrezzature di lavoro e devono rispondere al Titolo III dello stesso decreto.
Tra le scaffalature considerate attrezzature di lavoro troviamo le portapallet, i cantilever, le strutture drive-in e drive-through, i magazzini dinamici a gravità, le scaffalature autoportanti e quelle dotate di passerelle multipiano. Queste strutture richiedono una progettazione specifica, documentazione tecnica completa e controlli periodici per garantire la sicurezza scaffalature e la tutela dei lavoratori.
Comprendere la differenza tra le due categorie ti permette di applicare correttamente gli obblighi normativi, evitare sanzioni e soprattutto prevenire infortuni gravi. Non si tratta solo di burocrazia: è una questione di responsabilità verso chi lavora ogni giorno nel tuo magazzino.
Hai mai verificato se le tue scaffalature sono accompagnate dalla documentazione completa? Senza i documenti giusti, anche la struttura più solida può diventare un problema normativo e un rischio concreto per la sicurezza.
Ogni scaffalatura industriale deve essere corredata dal Manuale d’Uso e Manutenzione, un documento fondamentale che contiene le istruzioni per l’installazione, l’utilizzo corretto, le modalità di carico, i limiti di portata e le indicazioni per la manutenzione periodica. Senza questo manuale, non è possibile effettuare controlli adeguati né sapere con certezza come gestire la struttura in sicurezza.
Oltre al manuale, devi disporre della Dichiarazione di Conformità o della Dichiarazione di Prestazione, a seconda del tipo di scaffalatura. Questi documenti attestano che la struttura è stata progettata e costruita secondo le normative tecniche di riferimento e che rispetta i requisiti essenziali di sicurezza. La dichiarazione deve riportare il nome del fabbricante, la descrizione del prodotto, le norme applicate e i dati tecnici della struttura.
Un altro elemento indispensabile è il cartello di portata, che deve essere esposto in modo visibile su ogni scaffalatura. Il cartello indica la capacità massima di carico per ogni livello, la tipologia di struttura e le informazioni necessarie per un uso corretto. Posizionalo ad altezza occhi, all’inizio e alla fine della scaffalatura, in modo che ogni operatore possa consultarlo facilmente prima di effettuare operazioni di carico o prelievo.
La marcatura scaffalature e la certificazione scaffalature industriali non sono optional, ma obblighi previsti dal Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione. Quando una scaffalatura incide sulla stabilità dell’edificio o fa parte integrante della struttura, deve essere marcata CE e rispettare precise norme tecniche.
La norma di riferimento per la marcatura è la UNI EN 1090, che stabilisce i requisiti per la progettazione e la costruzione delle strutture in acciaio. Questa norma garantisce che la scaffalatura sia stata realizzata secondo standard di qualità e sicurezza riconosciuti a livello europeo. La normativa scaffalature prevede inoltre l’applicazione della UNI EN 15620, che definisce i requisiti per l’utilizzo e la manutenzione delle scaffalature portapallet, e della UNI EN 15635, che indica le modalità per effettuare ispezioni e controlli.
Quando acquisti o installi una scaffalatura, verifica sempre la presenza della Dichiarazione di Prestazione. Questo documento deve contenere informazioni precise: chi ha costruito la struttura, quali norme tecniche sono state applicate, quale ente ha verificato la conformità e quali sono i dati tecnici della scaffalatura. Senza questi elementi, la struttura non può essere considerata a norma.
Cosa succede se hai scaffalature autocostruite o prive di documentazione? In questo caso, la responsabilità ricade interamente sul datore di lavoro, che assume anche il ruolo di costruttore. Questo significa che in caso di incidente, le conseguenze legali e penali possono essere molto gravi. La soluzione migliore è sempre affidarsi a fornitori qualificati e richiedere tutta la documentazione necessaria fin dall’acquisto.
Avere scaffalature certificate e documentate è solo il punto di partenza. Per garantire la sicurezza scaffalature nel tempo, devi sottoporre le strutture a controlli regolari e nominare una figura responsabile della loro gestione.
I controlli periodici devono essere effettuati almeno ogni sei mesi, come indicato nei manuali d’uso o, in mancanza, dalla normativa UNI EN 15620. Durante queste ispezioni è necessario verificare lo stato dei montanti, dei correnti, delle diagonali e dei traversini, controllare la presenza di deformazioni, corrosioni o danni causati da urti, e accertarsi che i carichi siano posizionati correttamente rispettando le portate indicate.
Chi deve effettuare questi controlli? La normativa prevede la figura del PRSES, il Responsabile della Sicurezza delle Strutture di Immagazzinaggio. Questa persona deve conoscere a fondo le caratteristiche tecniche delle scaffalature presenti in azienda, sapere come sono state costruite, chi è il fornitore e come mantenerle in buono stato. Il PRSES può essere un dipendente interno adeguatamente formato oppure un consulente esterno specializzato.
Oltre ai controlli semestrali, è importante formare gli operatori affinché segnalino immediatamente eventuali anomalie: un montante danneggiato, una trave incurvata o un carico posizionato in modo scorretto possono compromettere la stabilità dell’intera struttura. La prevenzione passa anche dalla consapevolezza quotidiana di chi lavora a stretto contatto con le scaffalature.
Hai già individuato il PRSES nella tua azienda? Se non l’hai ancora fatto, è il momento di affrontare questa responsabilità con serietà, perché la sicurezza del magazzino dipende anche dalla competenza e dall’attenzione di chi gestisce le strutture giorno dopo giorno.
Anche le scaffalature più robuste possono subire danni durante le normali operazioni di magazzino. Un urto accidentale con il muletto, un carico eccessivo o una distribuzione errata del peso possono compromettere la stabilità della struttura e mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori.
Quando rilevi un danno, la prima azione da compiere è mettere in sicurezza la zona interessata. Scarica immediatamente i bancali dai livelli superiori della campata danneggiata e segnala la scaffalatura con un bollino colorato: arancione per danni di media entità, rosso per situazioni critiche che richiedono intervento immediato. Vieta l’accesso all’area fino alla riparazione e contatta il fornitore o un tecnico specializzato per la sostituzione dei componenti danneggiati.
È fondamentale capire che non puoi sostituire parti della scaffalatura con componenti generici o autocostruiti. Ogni elemento deve essere originale e compatibile con il sistema installato, altrimenti rischi di alterare le caratteristiche strutturali e compromettere la sicurezza dell’intera installazione. Se una trave è incurvata, non limitarti a scaricare il peso: verifica se torna alla posizione originale e, in caso contrario, sostituiscila.
La manutenzione non riguarda solo la riparazione dei danni, ma anche la prevenzione. Installa paracolpi sui montanti più esposti, forma gli operatori dei carrelli elevatori per ridurre gli urti, mantieni pulite le corsie di transito e rispetta sempre gli interspazi previsti tra i bancali e le strutture. Questi accorgimenti riducono drasticamente il rischio di danneggiamenti e prolungano la vita utile delle scaffalature.
Ricorda che una scaffalatura danneggiata e non riparata è una responsabilità diretta del datore di lavoro. In caso di incidente, le conseguenze possono essere gravi sia per i lavoratori coinvolti sia per l’azienda stessa.
Gestire correttamente la sicurezza scaffalature richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e il supporto di professionisti qualificati. Non si tratta solo di rispettare gli obblighi normativi, ma di costruire un ambiente di lavoro sicuro dove ogni persona possa operare senza rischi.
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