Oggi si parla continuamente di lavoro agile, ma sono ancora poche le aziende e i lavoratori che conoscono la vera differenza tra telelavoro e smart working dal punto di vista legale e operativo. Sebbene entrambi permettano di lavorare a distanza, dal punto di vista normativo si tratta di due modalità completamente distinte, ciascuna con precisi obblighi legati alla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), all’informativa della salute e all’aggiornamento del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cosa prevede la legge per il telelavoro e lo smart working e quali documenti aziendali devi necessariamente predisporre per essere in regola.
Lo smart working, o lavoro agile, è regolamentato dall’Art. 22 della Legge n. 81/2017. A differenza del lavoro tradizionale, lo smart working non prevede una sede fissa di lavoro: il dipendente può svolgere la propria prestazione in qualsiasi luogo dotato di connessione internet, senza vincoli rigidi di orario o di spazio geografico.
Gli obblighi per la sicurezza nello Smart Working
Secondo l’Art. 22 della L. 81/2017, il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore agile. Per fare questo, ha l’obbligo di:
1. Consegnare un’informativa scritta sulla sicurezza al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) con cadenza almeno annuale.
2. Indicare nell’informativa tutti i rischi generali e specifici legati allo svolgimento dell’attività da remoto.
Il lavoratore, da parte sua, è tenuto a cooperare per l’attuazione delle misure preventive, scegliendo ambienti idonei alla tutela della propria salute.
Cosa Deve Includere l’Informativa per la Sicurezza nello Smart Working?
Ulteriori integrazioni consigliate nell’informativa:
Cybersecurity e protezione dati: regole per la riservatezza delle informazioni aziendali negli spazi pubblici o condivisi (es. proteggere lo schermo da sguardi estranei).
Uso sicuro delle reti: obbligo di connessione tramite VPN aziendali ed evitamento di reti Wi-Fi pubbliche non protette.
Custodia dei dispositivi: istruzioni relative alla corretta manutenzione e custodia delle apparecchiature aziendali.
Il telelavoro si distingue dallo smart working perché è una modalità operativa a distanza caratterizzata da una postazione fissa e continuativa (solitamente il domicilio del dipendente). Questa tipologia è regolamentata dall’Art. 3, comma 10, del D.Lgs. 81/2008.
Le Regole Principali del Telelavoro:
Postazione fissa: Qualsiasi variazione della sede lavorativa richiede la comunicazione preliminare e l’approvazione del datore di lavoro.
Orari rigidi: Gli orari di lavoro restano prestabiliti e vincolanti, esattamente come avviene nella sede aziendale.
Fornitura delle attrezzature: È il datore di lavoro a fornire dispositivi conformi ai requisiti di salute e sicurezza.
Ispezioni e verifiche: Previo preavviso e consenso del lavoratore, il datore di lavoro (o il Servizio di Prevenzione e Protezione) può accedere al domicilio per verificare la conformità della postazione di lavoro.
Un errore comune nelle aziende è trascurare l’impatto del lavoro da remoto sui documenti della sicurezza aziendale.
Per entrambe le modalità (telelavoro e smart working), il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve analizzare specificamente i rischi connessi alle prestazioni svolte all’esterno della sede aziendale, tra cui:
Uso continuativo dei videoterminali (VDT)
Isolamento professionale e ambientale
Stress lavoro-correlato e tecnostress
Ergonomia della postazione
Cosa è bene ricordare:
I lavoratori in telelavoro rientrano a tutti gli effetti nella sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti.
L’informativa sulla sicurezza per lo smart working deve essere aggiornata ogni anno e condivisa con l’RLS.
Il DVR va aggiornato obbligatoriamente anche se in azienda è presente un solo lavoratore in smart working o telelavoro.
È fondamentale definire le procedure per la gestione di eventuali infortuni fuori sede.
Gestire il passaggio dal lavoro tradizionale allo smart working o al telelavoro richiede il rispetto di precise scadenze legali e documentali. Un mancato adeguamento del DVR o l’assenza dell’informativa annuale espone l’azienda a sanzioni e rischi legali.
Hai bisogno di un supporto professionale per verificare i tuoi adempimenti o aggiornare il DVR aziendale? Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata sulla sicurezza del lavoro agile!